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321….. Antonella (oppure Roberto Moro da pacer)

Roberto Moro ci racconta:  "Non sono un talent scout del mondo delle corse, anzi ci azzecco poco. Vero è che certe cose sono talmente evidenti da essere di immediata comprensione, anche per me. Cominciamo dall’inizio. Stamane ore 8:45, affollato spazio erboso tra l’alta siepe che separa il campo sportivo dal mondo circostante e il retro tribune del Costante Girardengo. Chiamiamolo con un minimo di Amor di Patria ed in English: 34 th Novi Ligure Autumn half Marathon Village. Sono intento a quel minimo di concentrazione e rilassamento pre gara fatto di chiacchiere con amici e conoscenti, Carmen mi accompagna. Ecco apparire Antonella Castello, in un fucsia evidenziatore molto ben distribuito. E’ una collega, ma questo poco significa tra scarpette, braghette e bandane. La cosa importante è che si accinge a correre la sua prima Mezza. Certo racconta di averla già provata in allenamento e di averla chiusa in 1:49 ma in gara, si sa, è tutta un’altra musica. Chiamiamolo sigillo dell’ufficialità. Sto stringendo in mano la busta marroncino cartonato che contiene il pettorale che Giacomo ed il Toma mi hanno appena consegnato, numero deciso dalla sorte: 321. Mi balza davanti agli occhi della mente (quelli che ci fanno vedere più in là) un conto alla rovescia, per la gara speciale di Antonella. Beh, per grandi o piccini una “prima volta” è pur sempre una prima volta. Motivi legati ai miei programmi mi suggerivano di provare a correre su ritmi da tempo fra gli 1:40 e gli 1:45 finali. La domanda mi esce di bocca facile facile: “Vuoi che proviamo a farla insieme? Se ti va proviamo a correrla in 1:45” Ci pensa un attimo e risponde: “Va bene, l’importante per me è finirla”. Ok, accordo fatto. Succede spessissimo nel mondo delle corse amatoriali, chi ha un minimo di esperienza in più si sente in condizione di dare consigli e buoni esempi, come cantava De Andrè. Riscaldamento, ci perdiamo di vista, la folla variopinta ondeggia, procede, rifluisce in ogni direzione. Ci ritroviamo qualche minuto prima della partenza, ci posizioniamo in una delle rare piccole radure dentro il gruppone in attesa. Antonio, che torna a correre la distanza, ci accompagnerà per qualche chilometro. Start e via, nel clima uggioso e freschino che spesso, anno per anno, fa da cornice alla manifestazione. Siamo più di trecentocinquanta anche oggi, uno sforzo organizzativo che tiene tanti atleti della Società lontani dalla gara, intenti a dare una mano. Solito percorso: Via Crispi, Viale, Rotondone sulla Statale, giù verso Merella, svolta a sinistra sulla Fossa del Sale. Eccoci al primo ristoro, viaggiamo tra i 4:45 ed i 5:00. Antonella è sempre lì, a pochi passi. Spesso mi giro, verifico, a volte domando, con cautela. Non è facile esserci e non esserci ma se accompagni è così. Cerco di mettere a frutto quella minima esperienza da Pacer che da quest’anno sto mettendo “in cascina”. Torniamo verso Novi, tratto non facile, la concentrazione può perdersi un poco. Antonella regge, incontro Massimo che mi racconta di essere lontano da questo tipo di distanza da ormai molti mesi. Qualche battuta, poi lui allunga. Eccoci di nuovo al bivio per la Fossa, stavolta si devia a destra. Undicesimo, i tempi reggono, regolari, siamo insieme. Altro bivio, viriamo a sinistra verso Pozzolo, l’automobile degli sbandieratori sta fuori careggiata al sicuro con le portiere aperte e la radio a tutto volume: Ramazzotti canta, al solito, bene da morire. Arriva la misteriosa sferzata di energia che chi corre conosce bene. Incontriamo un simpatico e socievole atleta di Casale, anche lui lontano dai 21 e rotti da un bel po’, oggi è proprio giornata per chi prova e ci riprova. Antonella accusa un poco di crisi, cerco di rassicurarla e minimizzare, in fondo dico, “il più e fatto”. Piccola bugia, lo so. La stanchezza sul finale può giocare brutti scherzi. Sullo scontroso falsopiano nell’abitato, verso la ciclabile, con la coda dell’occhio spio la mia compagna di viaggio, è sempre lì dietro a qualche metro, i tempi sono regolari. Ciclabile, Madonnina, ingresso aeroporto, incito e rassicuro, c’è un poco di traffico di chi comincia a cedere. Fine della ciclabile, svolta a destra. Ormai manca pochissimo, i tempi sono leggermente saliti ma niente di preoccupante mi pare. Antonella regge. La attendo un attimo, la affianco. Le chiedo di rilassarsi, godersi le ultime centinaia di metri senza perdere il ritmo e di starmi incollata. Ecco lo stadio, entriamo, avvisto il tappeto rosso, la prendo per mano, attraversiamo il traguardo. Tempo pochi secondi sotto l’Uno e Quarantaquattro, Antonella mi pare parecchio stanca ma soddisfatta. Carmen è lì che aspetta a qualche metro, lei oggi ha fatto la 8 non competitiva. Torno da capo. Mi sa che Antonella sia arrivata 2^ di categoria (ho visto le foto del podio). Prima Mezza e seconda classificata tra i pari. Non mi pare poco. Qualche soddisfazione secondo me se la leverà. Classe 1964, corre da Marzo di quest’anno, prima nuotava per accompagnare i ragazzi. Massimo ed Ennio potrebbero cercare di convincere Fabrizio a dirLe “brava”. Secondo me lo merita."

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